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India: Diario di viaggio
8 novembre2018

India – Diario di viaggio tour Triangolo d’Oro (Delhi, Agra e Jaipur) e Mandawa

E’ sempre un piacere condividere con agenzie di viaggi appassionate e motivate, la conoscenza di una nuova destinazione, dalla quale partire per costruire progetti insieme. E’ con questo spirito che ho accompagnato una quindicina di agenti super selezionati a visitare il Nord dell’India, dal 10 al 17 Settembre 2018.

Tornavo in India dopo 30 anni, quindi anche la mia curiosità era tanta; molto è successo nel frattempo a me… e all’India.

Sono partita con maggiore consapevolezza: India è un Paese che incanta con la sua bellezza e la sua diversità, con i suoi colori e con la sua cultura; oggi anche con la sua modernità, e che abbraccia con un calore profondo, interiore, che la rende sempre una esperienza che va ben oltre il viaggio, una esperienza di crescita.

Il programma prevedeva il classico Triangolo d’Oro (quindi Delhi/Agra/Jaipur), con l’aggiunta di Mandawa, antico punto di sosta lungo le rotte carovaniere che portavano in Estremo Oriente.

Delhi, sede del governo della più grande democrazia liberale al mondo, copre un’area metropolitana che è la seconda più grande dell’India ed è considerata una delle capitali più belle al mondo. E’ divisa storicamente ed urbanisticamente in due parti assai diverse fra loro: la città vecchia, con viette molto trafficate ed edifici aggrappati gli uni agli altri, edificata dai Moghul alla confluenza di importanti vie carovaniere che collegavano l’India nord-occidentale alle pianure del Gange; dall’altra i quartieri moderni, progettati da Sir Edwin Lutyens all’inizio del XX secolo, che pianificò un’imponente area amministrativa centrale destinandola alle pretese imperiali britanniche.

Old Delhi

Old Delhi

Le visita è cominciata con il tempio sikh di Gurudwara Bangla Sahib, con le sue inconfondibili cupole dorate. L’esperienza più emozionate è stata visitarne il “Langar”, cioè la cucina, dove ogni giorno volontari di ogni credo aiutano a preparare migliaia di pasti gratuiti che vengono distribuiti a chi si presenta la sera, indipendentemente dalla religione, dalla casta, dal colore, dalla razza, etc.

Il principio di uguaglianza e l’obbligo di compassione verso gli altri infatti trascendono il concetto di religione e sono qui considerati concetti trasversali.

India - Tempio Sikh

Tempio sikh di Gurudwara Bangla Sahib

La visita di Delhi non può considerarsi completa senza aver visto la moschea più grande dell’India Jama Masjid, e il Forte Rosso, simbolo iconico di Delhi.

Forte Rosso di Delhi

Forte Rosso di Delhi

Molti non sanno che, oltre a visitare il memoriale dedicato al Mahatma Gandhi (che resta solo un simbolo perché le sue ceneri sono state gettate nel Gange), è possibile e, certamente assai più interessante, visitare la casa dove ha trascorso i suoi ultimi anni di vita e dove è stato ucciso.
All’interno della casa, una piccola casa coloniale bianca, linda, spartana e circondata da un bellissimo giardino, è possibile vedere il letto in legno rigido dove riposava, il telaio che utilizzava per rilassarsi e l’angolo dove si ritirava a meditare… un’esperienza unica.

Casa di Gandhi a Delhi Casa di Gandhi a Delhi Casa di Gandhi a Delhi

Se la Delhi Nuova è tutto un fiorire di grattacieli e domotica, la vecchia Delhi (Old Delhi) è ancora un groviglio di viuzze, botteghe, e fili elettrici che pendono dai cornicioni lungo i quali si appendono vivaci e dispettose scimmiette.

Qui è meglio optare per un “tuc-tuc”…

Old Delhi

Old Delhi

Lasciata Delhi, ci siamo diretti verso Agra,  località tipicamente associata al periodo Moghul, gli imperatori furono famosi per lo sfarzo della loro corte imperiale, e per lo splendore delle loro capitali. E’ qui che si trova il Taj Mahal.

L’imperatore moghul Shah Jahan cominciò l’opera di costruzione nel 1631, in memoria della moglie Mumtaz Mahal, che morì prematuramente dopo la nascita del loro quattordicesimo figlio. Decorato con calligrafie e bellissimi intagli, è stato descritto come la più stravagante opera d’amore mai costruita, basti pensare che servirono 20.000 artigiani e 22 anni per completarla. Sia che lo si guardi nella luce eterea della luna piena o nella luce rosata dell’alba, o riflesso delle fontane del bellissimo giardino, il Taj Mahal è sempre uno spettacolo che incanta.

Noi ci siamo svegliati alle 4:30 e nel buio pesto, ci siamo recati al Taj Mahal per attendere l’alba. E’ stata un’esperienza molto emozionante e abbiamo potuto evitare l’afflusso delle molte persone che si succedono appena è piena mattina. I colori del cielo, che si rifletteva sugli specchi d’acqua antistanti, insieme all’immagine bianca ed eterea di questo bellissimo monumento, è valsa la sveglia super mattutina!

Agra, Taj Mahal

Agra, Taj Mahal

Agra, Taj Mahal

Agra, Taj Mahal

Agra, Taj Mahal

Agra, Taj Mahal

Dopo aver fatto una sosta al Forte di Agra, roccaforte dell’impero Mogul, abbiamo proseguito il nostro percorso con una sosta a Fatehpur Sikri, la “Città Abbandonata”, in arenaria rossa –  costruita dal grande imperatore Moghul Akbar come sua capitale nel XVI secolo.  E ‘stata abbandonata subito dopo la sua costruzione, quando i pozzi si sono seccati. Ancora oggi è quasi nelle stesse condizioni di oltre 300 anni fa.

In serata siamo arrivati a Jaipur, giusto in tempo per assistere alla cerimonia della preghiera serale (Aarti) in un tempio hindù.

Jaipur - Tempio Indu

Jaipur – Tempio Hindù

Jaipur, con la sua parte vecchia dipinta di rosa tanto da valerle il soprannome di “Città Rosa”, è forse la città dell’India che più colpisce il visitatore: grandissima è la sua ricchezza storica, architettonica, culturale e, ancor più grande, è la sua bellezza e la bellezza della sua gente.

Jaipur

La nostra giornata a Jaipur è partita con la visita del Fort Amber, al quale si accede dopo un breve percorso sul dorso di un elefante. Costruito nel 1952, il forte è solenne ed austero, e domina la vallata. Gli interni sono fastosi, eleganti, raffinati, con ambio utilizzo di specchi .

Jaipur - Forte Amber Jaipur - Forte Amber Jaipur - Forte Amber

Jaipur è anche sede del più grande orologio solare del mondo fatto in pietra, visionabile presso l’Osservatorio Astronomico di Jantar Mantar in centro città. Già gli antichi testi in sanscrito-indù conoscevano le basi della scienza che ora noi chiamiamo “astronomia”.

FOTO
Dopo una divertente passeggiata nei vicoli della vecchia Jaipur e nel suo quartiere mussulmano in particolare, si resta storditi ed ammaliati, e sarà difficile resistere ad entrare in una delle molte botteghe che vendono stupendi tessuti dai bellissimi colori.

Jaipur Bottega
Mi è piaciuta particolarmente l’esperienza della lezione di cucina indiana che abbiamo potuto fare in una casa privata, dove una bella ed elegante signora indiana ci ha accolto nel suo guardino e nel suo salotto, ed abbiamo imparato a cucinare alcune pietanze tipiche che poi abbiamo gustato! Grande soddisfazione per il pane “NAN” che abbiamo portato in tavola ancora caldo, e ha accompagnato i curry, gli spezzatini e le fantastiche melanzane stufate di formato mignon.

jaipur-lezione-cucina jaipur-lezione-cucina-1

Appena fuori Jaipur ho visitato un albergo meraviglioso, il Samode Palace. Luogo esclusivo e discreto, splendido esempio di architettura indo-saracena regale; la struttura è immersa nel verde e nella tranquillità su un piccolo promontorio… è un luogo magico che ha ospitato reali, vip, artisti e viaggiatori esigenti.

Colpisce il contrasto fra il rumore e la vivacità incessante di Jaipur e l’assoluta tranquillità di questo “retreat” (buen retiro), dove si è coccolati come dei re e dove si dorme in camere che sembrano ale o alcove di palazzi imperiali.

Samode Palace

Samode Palace

Samode Palace

Samode Palace

Samode Palace

Samode Palace

La nostra ultima tappa è stata a Mandawa, antico punto di sosta fortificato sulla via delle rotte carovaniere tra Vicino ed Estremo Oriente. Qui il villaggio è formato da antichi “Haveli”, cioè le abitazioni affrescate un tempo utilizzate dai ricchi commercianti, dei piccoli palazzi dipinti ed istoriati, alcuni dei quali ora trasformati in alberghi.

Mandawa Mandawa

A Mandawa tutto è all’insegna dell’autenticità: la mia passeggiata serale nelle viuzze buie come la notte lungo le quali riposavano alcune mucche, fino al rientro al mio hotel, il Castle Mandawa, che sembrava un piccolo presepe illuminato da mille lucine, è uno dei miei ricordi più cari di questo meraviglioso viaggio.

Mandawa Mandawa

L’India è un viaggio che ti porta ad andare oltre… oltre a ciò che vedi e oltre a ciò che ti spiegano, ti lascia qualcosa che ti porti dentro a lungo anche dopo, forse per sempre.

La nostra guida ci ha spiegato che già da bambini a loro viene insegnato a vivere nel presente, perché il passato è già andato e il futuro non potrà essere buono se non ci si concentra sul presente.

Nel frattempo, ognuno di loro, ricco o povero che sia, cresce sapendo che dovrà iniziare e finire la sua giornata facendo una buona azione, anche piccola, fosse anche solo dare un pezzo di pane ad un cane randagio.

Questo è il segreto dell’India: la sua gente e la pace interiore che emanano.

viaggio in India

Arianna Pradella

Direttore Commerciale Utat Viggi

Scopri e vivi anche tu la magia di questo affascinante Paese con i nostri tour guidati in India di Utat Viaggi

Leggi anche: Cultura Indiana: i tessuti, i gioielli e le tradizioni – I Must-Have di un Viaggio in India

 

 

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Un viaggio in India permette di conoscere una terra lontana misteriosa ed affascinante. Religione, spiritualità, arte, monumenti finemente decorati, storie millenarie, cucina locale…scopri i must legati ad un viaggio in India.

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Un viaggio nella cultura dei dolci giapponesi

Pensate che sia facile districarsi fra le migliaia di piccoli e misconosciuti esercizi o rinomati luoghi d’incontro che Tokyo vi offre per gustare un gelato o uno dei dolci giapponesi più tipici?

A Tokyo sono sorti o “risorti” i più tipici cafè che offrono dolci giapponesi o per meglio dire “Wagashi” … Wa sweet.

Kashi (dolci), nel Giappone tradizionale era riferito alla frutta o alle noci. Ma da quando la Cina iniziò a commercializzare lo zucchero, lo stesso divenne ingrediente d’uso comune in Giappone, così come il tè entrato nel Paese nel IX sec., da uso esclusivo della classe religiosa, passò poi ad essere bevanda di uso quotidiano.

Dolci giapponesi

 I dolci giapponesi, Wa sweet, si dividono a seconda dell’umidità contenuta nel dolce stesso: Namagashi contiene più del 30% di umidità e sono dolci a vapore, dolci cotti in padella o al forno, dolci fritti; sono spesso molto soffici e delicati e a seconda della stagione, in forme elaborate e colorate che riflettono piante e fiori; Han namagashi con un contenuto di umidità fra il 10% e il 30% ed anche loro dolci cotti in padella o al forno; Higashi con meno del 10% di umidità e sono al forno o caramellati.

Dolci giapponesi

Il processo per la produzione dei dolci giapponesi è piuttosto lungo e normalmente viene dato loro un nome specifico da una poesia, un evento storico o un paesaggio naturale. Sono famosi per la loro delicatezza e differenti forme che riflettono la semplice complessità della cultura giapponese. Sono famosi come regali durante le visite ad ospiti importanti e sia i gusti sia le forme differiscono a seconda delle località dove vengono prodotte. Secondo la credenza giapponese le caratteristiche artistiche dei dolci giapponesi rappresentano sia il “senso” della stagione in cui vengono prodotti sia l’umiltà della cultura giapponese.

Dolci giapponesi

 

Facendo un giro fra le postazioni più trendy di Tokyo che producono dolci giapponesi , possiamo trovare:

  • Una gelateria nella zona di Nakano – gelato super soffice a 8 strati con 8 gusti e pochissimo zucchero: sarete sorpresi nel riuscire a finirlo velocemente
  • Un caffetteria nella zona di Yoyogi Park, con vista proprio sul parco ed offre pancake al tofu al quale poter aggiungere diversi gusti alla frutta
  • Caramelle e non solo-una piramide di zucchero filato a strati sino a 5 colori che altro non sono i gusti di cui sono composti, quali limone, fragola, cedro, etc. Lo staff ve lo prepara proprio in fronte.  Dove? Ad Harajuku
  • Nel caffè Cocoocen si possono gustare le famose fette biscottate che sono la specialità della casa e non può mancare il famoso hojicha parfeit fatto con hojiche (foglie di tè arrostite), gelato e altro a piacere. Tutto questo al 3° piano della fabbrica di Quolofune a Jiyugaoka
  • Kyo-matcha-una fonduta di cioccolato fatto di matcha (polvere di tè verde) di Uji a Kyoto e cioccolato bianco. 4 gusti, quali fragola, shiramata (farina di riso) e yomogi-fu (erba della famiglia delle artemisie) e torta fatta in casa e poi ritentante intingendo di nuovo in cioccolato fuso o gelato alla vaniglia
  • Kuro Cho-tokano-Gelato al sapore di sesamo… proprio come se si mangiasse la pasta di sesamo.  Anche qui varietà fra sesamo scuro e sesamo bianco.
  • Rakugan-dolce di zucchero e polvere di riso pressati alla quale va aggiunta una specie di muffa, mischiati con erbe o frutta e modellati con amido. L’aspetto finale è spesso curioso e la selezione degli ingredienti va dal rosmarino, all’ibisco, alla camomilla, fragola e altri.
  • Natto-kinako-gremolata di ghiaccio, ossia l’equivalente della nostra granita siciliana o….quasi. L’apparenza e il gusto è del kanako (polvere di germogli di soia arrosto) e l’odore e la consistenza sono natto (semi fermentati), che aumenta con l’aggiunta di kuro-mitsu (melone nero): in questo caso si possono trovare dei filamenti fra i semi.
  • Matcha gelato-vicino alla Stazione di Asakusa, questa gelateria è famosa per il suo gelato al ricco gusto di matcha (polvere di tè verde fermentato). Ben 7 stadi di densità: dall’1 al 7 dove 7 significa gustare l’amaro intenso che tanto delizia gli amanti del matcha
  • Toraya-Tokyo-concept shop di Toraya con oltre 500 anni di storia. Solo qui si possono assaggiare tre gusti unici di gelatina di pasta di semi: Yoro no Ume è una fonduta di fagioli rossi e cacao con poire caramel yokan (pasta gelatinosa di fagioli rossi, pere caramellate). È il dolce unico e più famoso di Toraya (nb: è anche a Parigi da più di vent’anni)
  • Dora-yaki-proprio in una laterale di Higoshi-Ginza, questo negozio di dolci offre le sue specialità da più di 100 anni. Il suo pezzo forte è un’inusuale dora-yaki; la pasta di semi è messa su uno strato di pan di spagna e viene venduta appena confezionato.
  • Tokiba Shironeri-è una kuzukan (dolce) al gusto di matcha fatto con kudzu (leguminosa si dice dalle proprietà disintossicanti e proprie della Cina e del Giappone), crema di formaggio e gelatina giapponese. È uno dei dolci dove l’amaro del matcha ben si combina con il pungente e al tempo stesso dolce sapore della crema di formaggio. Viene confezionato in kiri-bako (tradizionali scatole in legno) e legati con Sanada-himo (lacci semplici). È perfetto per un regalo. Ovviamente questa delizia è presente in uno dei negozi più famosi di Ginza Stn.

Dolci giapponesi

 

Dolci giapponesi

Ma durante questo “dolce girovagare” non dimenticatevi il tè tradizionale verde, matcha, fatto di foglie di tè essicate secondo un preciso processo e poi ridotte in polvere. Viene usato durante la cerimonia del tè e per insaporire i cibi. Ad alto contenuto nutrizionale, contiene antiossidanti, aminoacidi, fibre, clorofilla e…vitamine.

Cogli l’occasione di gustare i dolci giapponesi e vivere l’affascinate esperienza della cerimonia del té con i viaggi in Giappone di Utat Viaggi!

Leggi anche: Le case da té e la cucina del Sichuan, Cina – Cucina americana: Comfort Food del SudBubba Gump New York: il ristorante ispirato dal film Forrest Gump

 

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Gli Amish sono una comunità tutta da scoprire. Semplicità, assenza di tecnologie, fattorie e colture biologiche, carri trainati da cavalli, abiti fatti a mano: tutto questo caratterizza gli Amish, una comunità che puoi conoscere con i tour Utat Viaggi negli Stati Uniti D’America con sosta nella cittadina di Lancaster.

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Sausalito è una cittadina nei dintorni di San Francisco: un luogo magico, lontano dal caos metropolitano, dove l’acqua è l’elemento dominante. Sport, relax, luogo di villeggiatura e residenza di lusso…scoprila con i tour Utat Viaggi, nel West degli Stati Uniti.

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Utat Viaggi – i miei ricordi

Testimonianza storica della Utat scritta da una delle prime accompagnatrici che ricorda la sua collaborazione.

Quando nel 1957 sono stata assunta come impiegata nel “Ufficio Turistico Adriatico Trieste” – UTAT – nella Città c’era solo un altro ufficio viaggi (Ufficio Centrale Viaggi – UCV) a cui si appoggiava la Compagnia Italiana Turismo (CIT).

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Viaggio Cina, esperienza di un viaggiatore Utat

Avendo sempre desiderato compiere un viaggio in Asia Orientale, la frequentazione di un corso di livello base di lingua cinese e la mia passione per la storia, mi hanno convinto a scegliere viaggio Cina. Un paese dalla civiltà millenaria, che ha sempre esercitato un fascino particolare verso stranieri e avventori, ancora per certi versi misterioso, che stimolava la mia fantasia ed il mio spirito di intraprendenza. Così nella primavera 2017 mi sono deciso a partire per il tanto agognato viaggio in Cina.

Il mio viaggio Cina  parte da Hong Kong, una città del mondo sospesa tra passato e futuro.

Viaggio Cina

Arrivo nel nuovissimo aeroporto di Hong Kong, la vecchia colonia britannica adesso parte integrante della Repubblica Popolare Cinese, recentemente costruito su un’apposita isola artificiale nel golfo della città. Immediatamente si viene colpiti dalla modernità e dalla funzionalità dello scalo, un’anticipazione di ciò che vi aspetta ad Hong Kong.
L’ex colonia britannica è non a caso una delle due città mondiali della Cina (di Shangai vi parlerò più avanti), dove poter fare e trovare tutto ciò che si desidera, una metropoli dagli skyline mozzafiato che ha poco da invidiare a Londra e New York, che vi darà l’idea di essere proiettati in un “mondo a se” all’interno della Cina che da lì a poco esplorerete. Si tratta però di un’impressione sbagliata, anzi limitata. In un viaggio di due settimane, in cui probabilmente non avrete l’occasione di andare da una parte all’altra di questo gigante paese, vi accorgerete ben presto che pressoché ogni città e ogni luogo costituiscono dei “mondi a se” diversissimi tra loro.
Due impressioni invece sono assolutamente giuste. Il clima è di un’umidità indescrivibile, anche se vengo risparmiato dalle piogge che in questo periodo dell’anno tutti davano per scontate. Il problema dello spazio, che io pensavo conoscere a menadito dopo aver vissuto l’esperienza di prendere un ascensore o un mezzo pubblico in India, ma del quale non potrete avere una idea realistica se non avete mai messo piede a Hong Kong.
Una problematica che, più di noi turisti, affligge quotidianamente i cittadini locali (a partire dalla questione abitativa),che comunque sono molto attivi e propositivi.

A Hong Kong potrete passeggiare a Kowloon e perdervi nel tipico mercato notturno, tagliato in due dal complesso del tempio di Tin Hau, rivivere l’atmosfera british di Causeway Bay, sostare sotto la Torre dell’Orologio, testimonianza illustre dell’eredità coloniale, visitare il Centro Culturale e lo Space Museum.

Una gita obbligata è quella alla collina denominata Victoria Peak, grazie ad un tram che vi condurrà ad una vista mozzafiato (oltre 500 metri di altezza) sui grattacieli, sul porto e sulle verdi colline che circondano la metropoli. Immancabile anche una visita al Grande Buddha, che vi conquisterà grazie all’imponenza della statua ed all’atmosfera magica dei templi tutt’intorno.

A Hong Kong vi sono anche un Parco Disney, perfetto per gli amanti del genere, e l’enorme Ocean Park, un parco acquatico dove provare giostre da brivido, assistere a show, ammirare panda giganti e visitare un mega acquario, tra i più rinomati del mondo.

L’Aberdeen Fish market, il più grande mercato di vendita di pesce all’ingrosso, è un posto davvero speciale nel quale potrete gustare delle prelibatezze di pesce fresco alla cantonese. Non esiste un vero e proprio menù, ma vi basterà comunicare il vostro budget per essere adeguatamente serviti; per gli amanti del pescato è una tappa irrinunciabile, visto che le pietanze sono squisite e freschissime.

Seconda tappa del mio viaggio Cina: Shangai, la Regina d’Oriente.

Shanghai

L’itinerario del mio viaggio Cina prosegue verso Shangai in treno, circa 1.500 chilometri in 20 ore, tempo ben speso perché oltre ai paesaggi della Cina interna (la ferrovia non segue la costa), il viaggio è un’eccellente opportunità di socializzazione con locali curiosi e altri avventori di molteplici nazionalità.

A Shangai, dai mercati della Città Vecchia al Distretto Finanziario, ogni quartiere costituisce un microcosmo a sé. Il contrasto tra antico e moderno è tangibile, ma la città è tanto ricca di storia che il Tempio del Buddha di Giada, la Pagoda Longhua, probabilmente costruita durante l’era della dinastia Song prima dell’anno 1.000, vi faranno dimenticare in fretta di essere nella capitale economica del Celeste Impero.

Il Giardino del Mandarino vi farà immergere in un’atmosfera rilassata e armoniosa: il parco ricrea magnifici paesaggi nei quali si mescolano pagode, padiglioni, fontane, alberi antichi, fiori preziosi, rocce e anfratti, chioschi, sale da tè e massicci di pietraia gialla.

Come si può facilmente notare, a Shangai le attrattive non mancano, tuttavia è considerata dai suoi abitanti così come dai cinesi di passaggio una città di eventi: cultura, Festival (International Art Festival, Festival dei fuochi d’artificio), i più rilevanti business meeting nazionali, sport (GP di Formula 1 e Master 1.000 di Tennis).

La vita notturna di Shanghai offre possibilità illimitate di svago e divertimento, dalle locande tipiche ai sofisticati ristoranti fusion, dai moderni lounge bar con clientela internazionale alle discoteche strapiene fino all’alba.

Terza tappa del mio viaggio Cina: Pechino, la magia senza tempo della Città Proibita.

Pechino: Città Proibita

Arrivato a Pechino con un rapido volo (le due principali città cinesi distano 2 ore di aereo, con voli ogni 20 minuti), mi rendo subito conto che è una città molto più “cinese” di Hong Kong e Shangai; una città decisamente meno internazionale e volta al business, dove si evince di essere nel fulcro politico e governativo della grande nazione cinese.
Anche il clima è diverso, molto più fresco, con sbalzi di temperatura significativi dal giorno alla notte (a volte di quasi 20 gradi), motivo per il quale pochi consigliano di recarvisi in piena estate o nel cuore dell’inverno. Mi trovo in una metropoli millenaria, e non vedo l’ora di scoprirne lo spirito e le attrattive storiche.
Molte aspettative aleggiano sulla mia visita alla città proibita, e verranno esaudite oltre ogni immaginazione. Siamo al cospetto di un complesso di oltre 900 palazzi, il più vasto al mondo nel suo genere, circondato da oltre 3,5 chilometri di mura e locato nel cuore di Pechino, ovviamente patrimonio dell’UNESCO. Un luogo dove perdersi nel tempo, fantasticando sugli edifici scarlatti e i padiglioni, nei quali si sono succeduti imperatori, servitori, guardie e ambasciatori nel corso dei secoli. Solo il Palazzo della Preghiera del Buon Raccolto al Tempio del Cielo varrebbe il prezzo del biglietto per il viaggio intercontinentale in terra cinese. Notevole anche il Giardino Imperiale, in stile cinese classico, che regala armoniose scenografie.

Pechino: Tempio del Cielo
Non da meno il Palazzo d’estate, con lo splendido parco che lo circonda, i templi e la galleria d’arte; un’intera giornata non basta a goderne appieno.

Piazza Tiān’ānmén, la più ampia piazza pubblica del mondo, circondata da edifici in stile sovietico, merita essere visitata, ma non pensate di poter rivivere le passioni che animarono i moti del 1989: tutta l’area è sottoposta ad un rigido controllo governativo. La mia permanenza nella capitale prosegue con il Tempio Lama, l’Area Olimpica, l’Art District, prima di dirigermi verso la Grande Muraglia, ultima tappa del mio viaggio Cina.

La Grande Muraglia è un baluardo di 3.460 chilometri, costruito in soli otto anni per tenere a bada le escursioni delle battagliere popolazioni nomadi, che si estende tra le montagne del Nord della Cina, avvolgendo parte di Pechino e regalando alla storia un’opera memorabile. Le sezioni attualmente visitabili sono circa una ventina, le due più vicine alla capitale sono Badaling e Mutianyu (i più resilienti potranno incamminarsi fino a Jiankou, distante più o meno 4 chilometri da Mutianyu). L’escursione è impegnativa, e vale la pena spendere una giornata per sezione per godere appieno delle particolarità architettoniche, degli scorci paesaggistici unici, dell’imponenza delle torri di vedetta, delle scalinate millenarie.

Il mio viaggio Cina, un’esperienza esaltante ed emozionante volge al termine. Sicuramente con la voglia di tornare al più presto per esplorare altre regioni, città e attrattive di questo immenso, variegato e affascinante Paese. In particolar modo mi piacerebbe visitare la città di Xi’anl’Esercito di Terracottauno dei siti più spettacolari della Cina.

Sicuramente per il mio prossimo viaggio in Cina mi affiderò nuovamente all’eccellente organizzazione di Utat Viaggi.

Andrea

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Cronache di un viaggio americano. Il primo impatto significativo con gli States è all’inizio della Pensylvannia Avenue, il grande ed elegante viale alberato che passa davanti alla Casa Bianca a Washington.

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