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I dolci giapponesi, Wa sweet

I dolci giapponesi, Wa sweet

Un viaggio nella cultura dei dolci giapponesi

Pensate che sia facile districarsi fra le migliaia di piccoli e misconosciuti esercizi o rinomati luoghi d’incontro che Tokyo vi offre per gustare un gelato o uno dei dolci giapponesi più tipici?

A Tokyo sono sorti o “risorti” i più tipici cafè che offrono dolci giapponesi o per meglio dire “Wagashi” … Wa sweet.

Kashi (dolci), nel Giappone tradizionale era riferito alla frutta o alle noci. Ma da quando la Cina iniziò a commercializzare lo zucchero, lo stesso divenne ingrediente d’uso comune in Giappone, così come il tè entrato nel Paese nel IX sec., da uso esclusivo della classe religiosa, passò poi ad essere bevanda di uso quotidiano.

Dolci giapponesi

 I dolci giapponesi, Wa sweet, si dividono a seconda dell’umidità contenuta nel dolce stesso: Namagashi contiene più del 30% di umidità e sono dolci a vapore, dolci cotti in padella o al forno, dolci fritti; sono spesso molto soffici e delicati e a seconda della stagione, in forme elaborate e colorate che riflettono piante e fiori; Han namagashi con un contenuto di umidità fra il 10% e il 30% ed anche loro dolci cotti in padella o al forno; Higashi con meno del 10% di umidità e sono al forno o caramellati.

Dolci giapponesi

Il processo per la produzione dei dolci giapponesi è piuttosto lungo e normalmente viene dato loro un nome specifico da una poesia, un evento storico o un paesaggio naturale. Sono famosi per la loro delicatezza e differenti forme che riflettono la semplice complessità della cultura giapponese. Sono famosi come regali durante le visite ad ospiti importanti e sia i gusti sia le forme differiscono a seconda delle località dove vengono prodotte. Secondo la credenza giapponese le caratteristiche artistiche dei dolci giapponesi rappresentano sia il “senso” della stagione in cui vengono prodotti sia l’umiltà della cultura giapponese.

Dolci giapponesi

 

Facendo un giro fra le postazioni più trendy di Tokyo che producono dolci giapponesi , possiamo trovare:

  • Una gelateria nella zona di Nakano – gelato super soffice a 8 strati con 8 gusti e pochissimo zucchero: sarete sorpresi nel riuscire a finirlo velocemente
  • Un caffetteria nella zona di Yoyogi Park, con vista proprio sul parco ed offre pancake al tofu al quale poter aggiungere diversi gusti alla frutta
  • Caramelle e non solo-una piramide di zucchero filato a strati sino a 5 colori che altro non sono i gusti di cui sono composti, quali limone, fragola, cedro, etc. Lo staff ve lo prepara proprio in fronte.  Dove? Ad Harajuku
  • Nel caffè Cocoocen si possono gustare le famose fette biscottate che sono la specialità della casa e non può mancare il famoso hojicha parfeit fatto con hojiche (foglie di tè arrostite), gelato e altro a piacere. Tutto questo al 3° piano della fabbrica di Quolofune a Jiyugaoka
  • Kyo-matcha-una fonduta di cioccolato fatto di matcha (polvere di tè verde) di Uji a Kyoto e cioccolato bianco. 4 gusti, quali fragola, shiramata (farina di riso) e yomogi-fu (erba della famiglia delle artemisie) e torta fatta in casa e poi ritentante intingendo di nuovo in cioccolato fuso o gelato alla vaniglia
  • Kuro Cho-tokano-Gelato al sapore di sesamo… proprio come se si mangiasse la pasta di sesamo.  Anche qui varietà fra sesamo scuro e sesamo bianco.
  • Rakugan-dolce di zucchero e polvere di riso pressati alla quale va aggiunta una specie di muffa, mischiati con erbe o frutta e modellati con amido. L’aspetto finale è spesso curioso e la selezione degli ingredienti va dal rosmarino, all’ibisco, alla camomilla, fragola e altri.
  • Natto-kinako-gremolata di ghiaccio, ossia l’equivalente della nostra granita siciliana o….quasi. L’apparenza e il gusto è del kanako (polvere di germogli di soia arrosto) e l’odore e la consistenza sono natto (semi fermentati), che aumenta con l’aggiunta di kuro-mitsu (melone nero): in questo caso si possono trovare dei filamenti fra i semi.
  • Matcha gelato-vicino alla Stazione di Asakusa, questa gelateria è famosa per il suo gelato al ricco gusto di matcha (polvere di tè verde fermentato). Ben 7 stadi di densità: dall’1 al 7 dove 7 significa gustare l’amaro intenso che tanto delizia gli amanti del matcha
  • Toraya-Tokyo-concept shop di Toraya con oltre 500 anni di storia. Solo qui si possono assaggiare tre gusti unici di gelatina di pasta di semi: Yoro no Ume è una fonduta di fagioli rossi e cacao con poire caramel yokan (pasta gelatinosa di fagioli rossi, pere caramellate). È il dolce unico e più famoso di Toraya (nb: è anche a Parigi da più di vent’anni)
  • Dora-yaki-proprio in una laterale di Higoshi-Ginza, questo negozio di dolci offre le sue specialità da più di 100 anni. Il suo pezzo forte è un’inusuale dora-yaki; la pasta di semi è messa su uno strato di pan di spagna e viene venduta appena confezionato.
  • Tokiba Shironeri-è una kuzukan (dolce) al gusto di matcha fatto con kudzu (leguminosa si dice dalle proprietà disintossicanti e proprie della Cina e del Giappone), crema di formaggio e gelatina giapponese. È uno dei dolci dove l’amaro del matcha ben si combina con il pungente e al tempo stesso dolce sapore della crema di formaggio. Viene confezionato in kiri-bako (tradizionali scatole in legno) e legati con Sanada-himo (lacci semplici). È perfetto per un regalo. Ovviamente questa delizia è presente in uno dei negozi più famosi di Ginza Stn.

Dolci giapponesi

 

Dolci giapponesi

Ma durante questo “dolce girovagare” non dimenticatevi il tè tradizionale verde, matcha, fatto di foglie di tè essicate secondo un preciso processo e poi ridotte in polvere. Viene usato durante la cerimonia del tè e per insaporire i cibi. Ad alto contenuto nutrizionale, contiene antiossidanti, aminoacidi, fibre, clorofilla e…vitamine.

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