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Generi musicali made in USA

Generi musicali made in USA

La storia dei generi musicali made in USA

Gli Stati Uniti d’America sono il luogo ideale per gli amanti della musica, e soprattutto della sua storia. Qui infatti sono nati tutti i generi musicali che, grazie a successive e svariate contaminazioni, sono poi approdati altrove ovunque, dando l’avvio ad un processo evolutivo che ancora oggi costituisce la colonna sonora del mondo.

Generi musicali made in USA: qualcuno sostiene che tutta la musica moderna che ascoltiamo oggi sia partita da Chicago, c’è un fondo di verità in questo.

Nei primi decenni del novecento la città fu meta di molti musicisti afroamericani che provenivano dagli Stati del Sud, dove erano giunti in seguito alla grande migrazione afro-americana.

Per primo tra i generi musicali fu importato il Blues, caratteristica intrinseca dei musicisti neri del Delta del Mississippi , che esprimevano in questo modo il loro dolore e la loro fatica. Si dice infatti che i “bianchi non abbiano il Blues perché i bianchi non hanno nulla di cui preoccuparsi” .

Una volta giunto a Chicago, il suono ripetuto con la tipica struttura a 12 battute, ha incontrato le contaminazioni della grande metropoli industriale che già era, e diede vita ad un nuovo genere musicale che portava il nome di Chicago Style.

I locali dove si suonava questa nuova forma di blues venivano chiamati Rent Party, perche vi venivano organizzate piccole feste improvvisate dove gli afro-americani si ritrovavano per ballare e divertirsi la sera. Questi ritrovi a tema musicale per molti anni hanno costituito l’unica forma di aggregazione nera possibile a Chicago.

Col passare del tempo, il genere musicale cominciò ad essere apprezzato anche dai bianchi e da quel momento si diffuse nel resto del paese con versioni piu o meno “contaminate”.

Si pensi che anche la House Music degli anni ’80 e la Techno di Detroit provengono dal Blues di Chicago, che alcuni sostengono essere “la radice di tutti gli stili musicali”.

Nashville è invece la culla della musica country: qui gli aspiranti musicisti armati di chitarra arrivano in cerca di fortuna. Suonano gratuitamente e a rotazione nei molti “Juke Joints”, sperando che un giorno tra il pubblico ci sia un discografico che beve una birra e che li nota. Sembra una favola, ma moltissimi sono partiti cosi..ed un giro serale nei vari locali della città può riservare davvero incredibili sorprese .. al costo di una birra!

 

generi musicali

Nashville

 

A Nashville troviamo anche il famoso museo dedicato a Johnny Cash, uno dei simboli della musica americana, il famoso “Man in Black”, che nonostante una vita travagliata e complicata ci ha regalato brani che fanno parte

della storia e che costituiscono ancora oggi ispirazione e desiderio di riscatto per musicisti e artisti nel mondo. All’interno del Museo sarà possibile vedere i suoi cimeli, le sue chitarre e i suoi scritti, e ricostruire le sue umili origini.

Il Mississippi Trail, come è chiamato, e Memphis in particolare, sono la culla della musica nera, quella che ha unito Blues, Gospel e Rock’n Roll. Qui hanno cominciato: Johnny Cash, Elvis Presley, Aretha Franklin, Justin Timberlake, Jerry Lee Lewis, Tina Turner, Otis Redding e molti altri ancora. Memphis è da sempre il tempio della musica e qui troviamo anche Graceland, l’ultima casa di Elvis Presley, la residenza più visitata d’America dopo la Casa Bianca, a riprova di un amore che non sembra calare con il tempo.

La visita interna di Graceland offre una visione a dir poco curiosa delle abitudini di Elvis negli ultimi anni della sua vita: si potrà vedere la famosa “jungle Room”con cascata interna, la sala delle televisioni dove lui guardava per ore più programmi diversi contemporaneamente, e la lunga lista che troneggia in cucina che elenca nel dettaglio gli articoli che non dovevano mai mancare. Questi erano: carne magra fresca e non congelata, 1 bottiglia di Pepsi ed una di aranciata, 6 scatole di biscotti, hamburger, sottaceti, patate, cipolle, barattoli di crauti, wurster, frutta fresca assortita, tre bottiglie di latte, pancetta, mostarda, burro di arachidi, budino di banana, spremuta fatta fresca ogni giorno, gelato alla vaniglia e al cioccolato, biscotti brownies da rifarsi ogni sera, cocco grattugiato, sigarette, sigari, 3 confezioni di gomma da masticare, e medicinali vari.

E che dire di New Orleans?

Qui noi italiani abbiamo giocato un ruolo per i generi musicali!

Molti siciliani infatti arrivarono nella città del Mardi Gras per coltivare i territori messi a disposizione gratuitamente dalla Louisiana, che era stata ceduta dalla Francia agli Stati Uniti. Si trattava di una terra difficile: umida e paludosa, poco adatta alle nostre colture, ma i nostri connazionali non si scoraggiarono.

I primi schivi neri arrivarono dal Senegal e contribuirono alla nascita della musica che poi venne chiamata Jazz.

Quello che è considerato il primo disco di musica Jazz fu inciso da un gruppo chiamato Original Dixieland Jazz Band, di cui facevano parte molti italiani, siciliani per la precisione.

 

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Città, Montagne e Musica

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