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North & South Dakota, gli Stati più “wild”

North & South Dakota, gli Stati più “wild”

NORTH & SOUTH DAKOTA, GLI STATI PIU’ “WILD”

Questo itinerario riassume l’essenza della parola americana “wilderness”, che  in italiano  si traduce in “natura selvaggia” ma che negli Usa è un concetto specifico, un mondo, un immaginario ed un senso di libertà a perdita d’occhio, unito ad un  feeling pionieristico e di scoperta, che si respira in questi luoghi, come in North e South Dakota, gli stati più “wild” del Great American West.

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Il punto di partenza è la città di Minneapolis, dove si trascorreranno i primi due giorni. Città del Minnesota e porta di accesso agli stati delle Montagne Rocciose, città dei laghi e del verde, con diversi spunti di interesse, è qui che nasce il Mississippi River. Nei pressi del lago Lagoko Itaska, da un piccolo corso d’acqua immerso nella natura,  prende corpo man mano il terzo fiume più lungo del mondo, che attraversa 10 stati americani con 3800 km di lunghezza, prima di gettarsi nel Golfo del Messico a New Orleans. Con la vicina Saint Paul, capitale dello Stato, forma l’area metropolitana delle “Twin cities”:  suggeriamo una passeggiata per ammirare le sculture gigantesche di Snoopy sparse per la città, che è il luogo di nascita del famoso cartoonist Charles Schultz, l’inventore dei Peanuts.

Potrete completare la giornata con la visita al  Minnesota Valley National Wildlife Refuge, una riserva naturale situata a Bloomington (appena 16 km da Minneapolis) che offre la ricostruzione di una grande varietà di habitat, laghi, foreste di querce e pianure alluvionali. Prevede attività ricreative tutto l’anno, ed è anche location  ideale per gli amanti del birdwatching con 200 specie d’avifauna e nidi d’aquila calva.

Ma Minneapolis è anche e soprattutto la città di Prince, uno dei più talentuosi artisti della musica mondiale, scomparso nel 2016. Come non menzionare il famoso “Prince Trail” , che si snoda in  città e permette di ammirare, seguendo un percorso prestabilito, i luoghi più significativi legati alla vita e alla carriera del musicista, come per esempio dove ha vissuto, dove si è esibito, dove è andato a scuola, dove ha siglato il suo primo contratto discografico, con la visita finale della sua iconica casa e studio di registrazione che ha voluto chiamare Paisley Park, dal nome di una sua canzone molto conosciuta.

Minneapolis è luogo prescelto anche dagli amanti dello shopping;  la città ospita infatti  il più grande centro commerciale d’America,  il Mall of America, con oltre 520 negozi, 50 ristoranti ed il più grande parco d’intrattenimenti indoor in America, il Nickelodeon Universe®. Minneapolis è anche una città multiculturale, che ospita la più grande popolazione somala degli USA, la più grande popolazione Hmong fuori dal Laos, nonché la seconda più grande comunità Vietnamita ed Etiope degli USA. La città sa quindi proporre quartieri distinti ed offre una gastronomia ricca e diversificata.

Lasciandoci alle spalle Minneapolis, partiremo in direzione del North Dakota, lo stato “Frontiera”, quella vera, terra dimenticata poiché dura, difficile da dominare, così poco incline alla vita facile, colmo di selvaggia melanconia che accompagna le lunghe strade fiancheggiate da staccionate e mandrie al pascolo. Theodore Roosevelt vi giunse nel 1883 per cacciare il bisonte: era un giovane newyorkese abituato alla città che aveva appena perso la madre e la giovane moglie.  Questo suo trasferimento in una terra così diversa da tutto ciò al quale era abituato, cambiò in modo radicale non solo la sua vita personale ma tutte le sorti della nazione, perché è proprio in mezzo all’asprezza di questi territori che rinacque forte  la sua passione politica, che lo spinse a ritornare a New York nel 1881 dove fu eletto per due legislature deputato del Parlamento, e poi divenne il più giovane Presidente degli Stati Uniti della storia. Oggi il suo volto  scolpito troneggia fiero sul Monte Rushmore.

 

Il North Dakota  offre 10 strade scenografiche, 13 Parchi Statali; una quarantina di vigneti e una decina di produttori di vino; il record di 118 campi da golf, 6 Riserve d’Indiani Nativi ed una splendida strada panoramica che le attraversa, 1 Parco Nazionale ed una cinquantina di Siti Storici. In aggiunta a tutto questo dà anche la straordinaria possibilità di  solcare lo stesso percorso esplorativo compiuto nell’ ‘800 dai primi grandi esploratori del Corps of Discovery, Lewis e Clark.

Partiremo con l’esplorazione di Fargo, il suo centro urbano più popoloso con oltre 120.000 abitanti, ed anche il più eclettico.  Sorge in una regione sconfinata, fra praterie accarezzate dal vento e fattorie pittoresche. Oggi, le radici agricole e pastorali trovano nuova linfa nella fiorente scena culturale nel centro città, con una ricca offerta di negozi di libri usati, botteghe di antiquariato e spettacoli teatrali. Gli inverni freddi e gelidi di Fargo, immortalati nel premiato film dei fratelli Cohen del 1996 intitolato alla città, trasformano Fargo in un paradiso incantato. La forte presenza scandinava e tedesca legata ai flussi migratori garantisce una offerta gastronomica ricca e varia e, per un attimo.. potreste pensare di essere in una città norvegese.

Sarà per questo che Fargo viene anche chiamata la “Capitale dei vichinghi della prateria”.


Il quinto giorno arriveremo a Bismark, dopo aver fatto una doverosa sosta a Jamestown, che deve il suo nome al  Generale Thomas Rosser della Northern Pacific, che la chiamò così in onore della sua città d’origine in Virginia. Si potrà ammirare il Monumento al Più Grande Bisonte del Mondo, alto oltre 7 metri e il Frontier Village che riproduce una comunità dell’epoca della Frontiera, con edifici originali del tempo dei coloni e dei pionieri.

Giunti a Bismarck, suggeriamo la visita al museo  del North Dakota Heritage Center e del vicino Abraham Lincoln State Park, dove per un periodo soggiornò anche il Generale Custer.

Il sesto giorno ci sarà il tempo per fare  visita al villaggio indiano On-a-Slant Indian Village a Mandan, per scoprire come vivevano gli indiani delle praterie che abitavano queste terre tra il 1575 e il 1781. La presenza nativa è molto forte in queste zone, sia da un punto di vista storico che culturale.

Proseguimento verso Medora, la maggiore attrattiva del North Dakota, una vera cittadina Wild West e punto di partenza per visitare il meraviglioso Roosevelt National Park durante i mesi estivi. Il Parco si trova nelle suggestive Badlands ed ospita una varietà di piante ed animali, tra i quali bisonti, cani della prateria, cervi, coyote. Roosevelt visitò per la prima volta le Badlands nel settembre 1883, per una battuta di caccia, e ne rimase talmente affascinato che acquistò il Maltese Cross Ranch. Vi ritornò l’anno successivo e creò l’Elkhorn Ranch. Diversi sono i percorsi scenografici disponibili all’interno del parco che permettono di ammirarne le bellezze e le attrattive tra cui anche il bungalow restaurato “Maltese Cross”, che fu appunto la prima casa-ranch di Roosevelt.

Il 7° giorno entreremo nella leggenda entrando in Spearfish Canyon, porta di accesso alle mitiche Black Hills, una catena montuosa che si estende dal South Dakota  fino al Wyoming. Le “colline” erano chiamate così a causa della fitta vegetazione che le faceva apparire di colore scuro in lontananza. Sono montagne sacre agli indiani Lakota; i nativi americani hanno una lunga storia nelle Black Hills. Nel 1776 gli indiani Lakota portarono via questo territorio ai Cheyenne, e poi lo fecero divenire fondamentale per la  loro cultura. Quando gli Americani di origine europea scoprirono l’oro nel 1874, a seguito della spedizione di George Armstrong Custer, i primi minatori invasero la zona alla caccia dell’oro.

A quel punto il Governo degli Stati Uniti  spostò gli indiani Lakota, contro il loro volere, in altre riserve nel Dakota del sud ovest.

Ma il South Dakota e le Black Hills sono famose nel mondo soprattutto per il  capolavoro cinematografico Balla coi Lupi , interamente girato qui:  percorrere la Spearfish Scenic Byway consente di individuare alcuni scenari indimenticabili del film.

Nelle vicinanze di Spearfish Canyon ci sono altre località leggendarie come Deadwood e Rapid City, che visiteremo l’8° giorno del nostro itinerario.

Deadwood, con la sua Historic Old Town,  è una cittadina tipica da vecchio West con tanto di Saloon e Main street, e la sua storia di punto di passaggio per la Corsa all’Oro si respira in ogni suo angolo; qui sono passati Wild Bill e Calamity Jane, e nella via centrale, in estate vengono re-inscenati i duelli che hanno  fatto la storia del Far West in South Dakota.


Rapid City ha un’atmosfera più contemporanea ma il suo  patrimonio storico- culturale rimanda comunque alle tradizioni del pionierismo e degli indiani nativi. Non mancate di fare visita al grande emporio di artigianato nativo “Prairie Edge” , che più che un negozio sembra un museo, vista la bellezza, la preziosità e l’unicità degli articoli in vendita.

 

Il 9° giorno sarà dedicato a due visite molto emozionanti quanto iconiche, ricche di simbolismo e di significati: Monte Rushmore e il Crazy Horse Memorial, le 2 locations più visitate nel South Dakota. Il Mount Rushmore National Memorial, simbolo imprescindibile della nazione, conosciuto da tutti per la famosa effige scolpita nelle montagne dei Presidenti Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincoln,  deve il suo nome a Charles Rushmore, un avvocato di New York che nel 1885 stava conducendo uno studio sull’estrazione mineraria nelle Black Hills. Sembra che Rushmore chiese quale fosse il nome di quella spettacolare montagna e, visto che non ne aveva uno, gli diede  il suo. Su una grande parete di roccia, lo scultore Gutzon Borglum, coadiuvato dal mastro carpentiere italiano Del Bianco, scolpì i volti di quattro famosi presidenti americani scelti rispettivamente come simboli della nascita, della crescita, dello sviluppo e della conservazione degli Stati Uniti. La scultura fu iniziata nel 1927 e proseguì, con l’impiego di 400 operai, fino alla morte dello scultore, avvenuta nel 1941, ma fu ultimata da suo figlio Lincoln. Alta 20 metri, costituisce il simbolo dei primi 150 anni della storia americana.

A poca distanza da Mount Rushmore, si andrà poi a visitare un’altra ancora più gigantesca scultura nelle roccia che mostra il volto di uno dei maggiori protagonisti del popolo dei Nativi d’America: Cavallo Pazzo.  Il Crazy Horse Memorial é infatti l’omaggio al grande guerriero nativo simbolo di una cultura indiana che ancora oggi vive in queste terre, e vuole essere la risposta dei nativi alla scultura del Monte Rushmore, provocatoriamente scavata dall’uomo bianco nelle “loro” montagne sacre, le  “Black Hills”.

L’ultimo giorno del nostro tour, il 10°, quello prima del rientro, ci porterà a scoprire un paesaggio straordinario e unico al mondo, quello delle Badlands.

Il Badlands National Park,  si estende per oltre 98.000 ettari , ed è un paesaggio a tratti montagnoso e a tratti lunare, abitato da bisonti, pecore bighorn, cervi, antilocapre, cani della prateria, unitamente a molteplici varietà di uccelli, rettili e farfalle. Il parco intero é un’area geologica di incredibile fascino, costituita da calanchi, pinnacoli, guglie d’arenaria stratificata, con differenti colorazioni, in un percorso labirintico di estrema bellezza. Il luogo ha significato spirituale e storico per la Nazione Lakota e Sioux. Per i Lakota, questo paesaggio aspro e desolato era conosciuto come “Mako Sica”, che significa “terra cattiva”.

Siamo arrivati al giorno del rientro, l’11° giorno, che avverrà  da Rapid City, in South Dakota. La nostra esplorazione di North e South Dakota è stata davvero completa ed entusiasmante. Sarà difficile stabilire quale paesaggio e quale luogo avrà avuto l’impatto più forte su di noi, certo è che questi paesaggi rimarranno a lungo nel nostro cuore; ogni giornata di questo tour ci avrà infatti regalato  incredibili emozioni.

E’ bello e appropriato chiudere questo racconto ricordando un proverbio dei Lakota, che per primi hanno abitato queste terre:

Quando un uomo si allontana dalla natura il suo cuore diventa duro”.

Scopri questi spettacolari luoghi del Great American West con il nostro tour “NORTH & SOUTH DAKOTA
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