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Montana North e South Dakota Wyoming

Montana North e South Dakota Wyoming

MONTANA, NORTH E SOUTH DAKOTA WYOMING

Questo itinerario è un percorso completo che attraversa 4 Stati delle Montagne Rocciose: Montana, North Dakota, South  Dakota e Wyoming.
Nel suo svolgersi, prevede un accurato mix di storia, natura e bellezze paesaggistiche, unite a tradizioni e culture native, e garantisce un’ esperienza totale di vera e profonda conoscenza del territorio.
Si partirà da Denver, capitale del Colorado, considerata la città “Regina delle praterie”, tra le più belle del nord-est, immersa nel verde e a ridosso delle montagne.

Il secondo giorno sarà interamente dedicato alla visita della città di Denver e dei suoi gioielli museali: è proprio da qui che bisogna partire per avere una introduzione all’esperienza del WEST.
Potrete visitare il Denver Art Museum, un edificio in titanio disegnato dal celeberrimo Daniel Libeskind, con annessa la vecchia ala disegnata da Giò Ponti. La sua collezione d’arte d’Indiani Americani vanta oltre 18.000 pezzi rappresentativi delle tradizioni di tutte le tribù degli Stati Uniti e del Canada. Denver ha un’anima western: molto è rimasto negli edifici e nei musei, che testimoniano la storia degli eroi del passato, quando nella regione fu scoperto l’oro e Denver divenne un sorta di terra promessa per minatori, cowboy ed avventurieri.  Buona parte di questa narrazione è raccolta al  Buffalo Bill Museum & Grave, che racconta con immagini e parole la  straordinaria vita di Buffalo Bill Cody, esploratore, militare, cacciatore di bisonti e uomo di spettacolo che ideò Il famoso Wild West Show.

 

Da non perdere una breve sosta alla Union Station, un esempio eccellente di riqualificazione di una stazione ferroviaria in centro città. Qui si è lavorato su un sapiente mix tra una vera stazione che continua ad essere servita da Amtrak e un luogo di socializzazione e relax. Oggi Union Station è uno dei luoghi più strabilianti della città!!! Assolutamente da non perdere!

 

Il terzo giorno ci sposteremo a Cheyenne,  capitale del Wyoming, lo stato dei cow boys, tanto che anche la targa delle auto mostra un cowboy in groppa ad un cavallo selvaggio. Cheyenne fu chiamata così dall’omonimo nome della tribù dei nativi indiani, una delle più importanti e presenti nelle Grandi Pianure. Uno dei ricordi più particolari di questa tipica città di frontiera sono i Big Bowboy Boots, degli enormi stivali scolpiti alti 2,5 metri e sparsi nelle vie del centro, decorati da artisti locali ognuno dei quali ha dato la sua personale ed originalissima interpretazione.

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Cheyenne è anche sede dell’ Old West Museum, che offre una panoramica storica senza eguali sui mitici Frontier Days.

La tappa successiva sarà il Custer State Park, nel quale giungeremo dopo aver fatto una doverosa sosta a Fort Laramie, una località iconica del Wyoming, National Historic Site of America perché luogo dove nel 1868 fu siglato il famoso trattato di Fort Laramie, tra gli Stati Uniti e le tribù dei Sioux. Questo prevedeva l’assegnazione ufficiale ai popoli Sioux del Wyoming e del Powder River, oltre alle Black Hills ritenute sacre dagli indiani. In seguito al ritrovamento di filoni d’oro nelle Black Hills (che provocò l’affluenza di un gran numero di cercatori d’oro nella zona scatenando le ire dei nativi) e dopo innumerevoli e infruttuosi tentativi di comprarle da parte del governo degli Stati Uniti, i membri del governo e dell’esercito decisero di non rispettare il trattato, utilizzando scuse sommarie. Iniziarono così, le operazioni che prevedevano lo spostamento forzato di tutti gli indiani d’America nelle riserve.

 

Il Custer State Park sarà la nostra base di partenza per la visita del Monte Rushmore e del Crazy Horse Memorial, ma rappresenta una straordinaria location di per se, una delle più visitate del Wyoming.
Qui vivono migliaia di bisonti allo stato brado, liberi di pascolare nelle immense praterie: un colpo d’occhio incredibile! Una volta l’anno, nel mese di Settembre, si può assistere alla Transumanza dei bufali in occasione del Buffalo Roundup.

 

 

Mount Rushmore e il Crazy Horse Memorial sono molto probabilmente i luoghi più fotografati del Wyoming e dell’intero West americano delle Montagne Rocciose. Il Mount Rushmore National Memorial, simbolo imprescindibile della nazione, è conosciuto da tutti per l’iconica effige scolpita nelle montagne dei Presidenti Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincoln. La montagna Rushmore deve il suo nome a Charles Rushmore, un avvocato di New York che nel 1885 stava conducendo uno studio sull’estrazione mineraria nelle Black Hills. Su una grande parete di roccia, lo scultore Gutzon Borglum, coadiuvato dal mastro carpentiere italiano Del Bianco, scolpì i volti di quattro famosi presidenti americani scelti rispettivamente come simboli della nascita, della crescita, dello sviluppo e della conservazione degli Stati Uniti.

A poca distanza da Mount Rushmore, sempre in Wyoming, potrete poi andare a visitare un’altra gigantesca scultura nelle rocce che mostra il volto di uno dei maggiori protagonisti della lotta del popolo dei Nativi d’America. Il Crazy Horse Memorial è infatti l’omaggio al grande guerriero nativo Cavallo Pazzo simbolo di una cultura indiana che ancora oggi vive in queste terre.

Il sesto giorno, facendo base nella caratteristica cittadina di Rapid City intrisa di cultura nativa, andremo a visitare il Badlands National Park, in South Dakota.
Con una estensione di 98.000 ettari e una prateria gigantesca che ospita al suo interno centinaia di specie animali e piante rare, il Badlands National Park è un’area geologica straordinaria con incredibili colori che si riflettono sulle rocce, sui pinnacoli e nei vari meandri, creando nelle varie ore del giorno dei panorami che lasciano senza fiato.
Chiamato dai nativi americani Mako Sica, cioè terreno malato e pericoloso, si porta dietro questa nomea di “badland” (terra brutta) perchè un tempo vi si trovavano i resti umani degli sfortunati avventurieri che penetravano queste terre senza le dovute attenzioni. Oggi è una visita da non perdere: le formazioni geologiche uniche di questa zona s’intrecciano con uno dei più grandi ecosistemi di prateria a erba mista negli Stati Uniti, offrendo opportunità considerevoli per la scoperta e l’esplorazione.

 

Il 7° giorno sarà invece dedicato alla cittadina western di Deadwood e a Spearfish Canyon. A Deadwood sembra di essere in un film: qui si respira il vero spirito dei fuorilegge e dei pistoleri passati alle cronache della storia del West, da Wild Bill Hickock a Calamity Jane. Locali, saloon, case da gioco oggi animano questa affascinante cittadina. Kevin Costner, che vi soggiornò a lungo durante la lavorazione del suo film Balla coi Lupi, si innamorò di Deadwood al punto dall’acquistare un famoso bar,  una bellissima casa e fondare anche ad un museo dedicato al bisonte.

 

 

 

Poco distante svetta nel cielo Devil’s Tower, la Torre del Diavolo, il primo sito dichiarato Monumento Nazionale nella storia degli USA per volere di Theodore Roosevelt nel 1906, utilizzato da Steven Spielberg per il suo film del 1977  Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo. E’ infatti il luogo dove gli alieni decidono di far atterrare la loro astronave per avviare il contatto con gli umani che, si ricorderà, avviene tramite la ripetizione di alcune note musicali che fungono da linguaggio universale.  Ancora oggi, ogni sera d’estate, all’ingresso del parco viene proiettato gratuitamente il film, e si crea così uno strano effetto ottico per cui da una parte si vede Devil’s Tower sullo schermo e dall’altra la si vede dal vivo. Formato da centinaia di pilastri di basalto, si tratta di un picco sacro per gli indiani nativi di  Lakota, Cheyenne e Kiowa, e il suo nome originale era Mato Tipila, che significa Torre dell’orso.Il nome attuale si deve al colonnello Dodge, che in una spedizione del 1875 interpretò il nome indigeno come Bad God’s Tower e iniziò a chiamarla Torre del Diavolo. Molte sono le leggende che ruotano attorno a Devil’s Tower e alla sua formazione, la più amata narra che il picco sia abitato dal Grande Spirito che salvò sette bambine minacciate da un orso mentre raccoglievano dei fiori. E che i solchi sui lati del monte sarebbero proprio le incisioni degli artigli dell’orso fatte nel tentativo di arrampicarsi. Per i geologi si tratta invece di roccia lavica, «sparata» dalla violenta eruzione di un vulcano. I geologi contemporanei concordano sul fatto che la sua roccia sia stata formata dal magma, ma non sanno esattamente come questo processo sia avvenuto. Un mistero geologico antico oltre cento milioni di anni, che ha contribuito al mistero e alla magia di Devil’s Tower.

 

Al termine di questa giornata ricca di emozioni arriveremo a Spearfish Canyon, porta di accesso alle mitiche Black Hills, una catena montuosa che si estende dal Dakota del Sud fino al Wyoming. Le colline erano chiamate così a causa della fitta vegetazione che in lontananza le faceva apparire di colore scuro. Sono montagne sacre agli indiani Lakota; i nativi americani hanno una lunga storia nelle Black Hills. Nel 1776 gli indiani Lakota conquistarono dai Cheyenne questo territorio, che divenne fondamentale nella loro cultura.

 

l’8° giorno faremo il nostro ingresso ufficiale nello Stato del North Dakota, lo stato “Frontiera”che ancora oggi conserva un fascino a dir poco primordiale, sicuramente leggendario, con gelidi e rigidi inverni e calde estati, mostrando i suoi paesaggi e il patrimonio naturalistico di montagne, praterie, canyon ed il grande Missouri River. E’ un grande stato di 193.482 kmq, che offre la possibilità di una immersione totale nel Grande west più autentico, grazie anche alle 6 riserve indiano native che ospita, e ai percorsi tracciati da Lewis e Clark, i primi grandi esploratori del Corps of Discovery. Si pernotterà a Medora,  una vera cittadina Wild West e punto di partenza per visitare il meraviglioso Roosevelt National Park durante i mesi estivi.

 

 

Lasciato il North Dakota, eccoci entrare nel Montana, uno stato che entra nel corpo e nello spirito, uno stato selvaggio dall’aria frizzante, dai cieli blu cobalto e dalle alte montagne lambite da praterie verde acceso a perdita d’occhio.
Prima di entrare in Billings, la sua città più importante e vivace, non mancate di fare una sosta presso il Little Bighorn Battlefield National Monument, il luogo che commemora una delle battaglie più cruente fra il generale Custer (che qui fu sconfitto e perse la vita) e gli indiani nativi Lakota, Cheyenne e Arapaho, che unirono le loro forze per sconfiggere l’invasore.

 

Già dalla sera del 10° giorno saremo a Cody, in Wyoming, una delle più belle cittadine d’America e sede di una delle massime attrattive culturali degli Stati Uniti: il Buffalo Bill Center of the West, che ripercorre la storia e l’epopea non solo di Buffalo Bill Cody fondatore della città, ma di tutta la storia del west, della quale lui è simbolo e protagonista assoluto.

 

 

Cody è un punto di partenza eccezionale per visitare il parco più antico del pianeta: Yellowstone National Park.
Le molte e straordinarie bellezze naturali, come le montagne, i laghi, le cascate, le distese erbose senza fine e i famosi geyser, sono solo una parte del fascino incredibile di questo parco, all’interno del quale vivono centinaia di animali allo stato brado, in un ecosistema unico al mondo.

 

 

 

Il geyser più iconico e più fotografato ha anche un nome: si chiama Old Faithful. Regolarissimo nelle sue emissioni di vapori, erutta con una media di 74 minuti ogni giorno. I suoi getti sono spettacolari e raggiungono anche i 40 metri d’altezza, con una temperatura di poco sotto i 100°.

Gli ultimi giorni del nostro itinerario ci porteranno invece a Jackson, che raggiungeremo dopo aver attraversato un altro parco nazionale dai panorami spettacolari: il Grand Teton National Park, che  si estende su una superficie di 1.254 km² ed è noto per i suoi paesaggi montuosi dominati dal monte omonimo Grand Teton, che si eleva fino a 4.199 m d’altitudine. Nel 1950 la superficie del parco fu estesa, in parte grazie alla donazione delle terre da parte del ricco uomo d’affari Rockefeller.

 

A sud del Grand Teton National Park, si arriverà come accennato nella graziosa cittadina di Jackson situata nell’omonima valle. La città di Jackson è sia cowboy sia cosmopolita: boutique tipicamente locali si alternano a negozi Western e a gallerie d’arte e saloon. Intorno: uno straordinario paesaggio di montagne costantemente innevate che fanno da cornice . Una visione da cartolina!

 

 

Rientreremo in Italia proprio da Jackson, a compimento di un itinerario completo che ci ha portato ad attraversare e rivivere l’epopea del Vecchio West ma anche le leggende e le tradizioni native che costituiscono la vera spina dorsale e il vero cuore pulsante di questi luoghi.

 

Horseback adventure, Triple J Wilderness Ranch

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