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Parco Nazionale Yellowstone e Montagne Rocciose

Parco Nazionale Yellowstone e Montagne Rocciose

PARCO NAZIONALE DI YELLOWSTONE & LE MONTAGNE ROCCIOSE

E’ difficile pensare ad un luogo più evocativo della grande natura selvaggia americana che il parco nazionale di Yellowstone, che per ognuno di noi incarna la vera essenza del Parco Nazionale targato USA, non fosse altro che per i cartoni animati di Hanna e Barbera che hanno accompagnato la nostra infanzia, e che vedevano l’adorabile orso Yoghi alla famelica ricerca di un cesto di pic nic da gustare.. e il Ranger Smith, finto burbero che lo redarguiva, il tutto inserito in un contesto naturale idealizzato con pini, laghetti, foreste e distese erbose a perdita d’occhio.

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Il nostro itinerario in self drive dedicato allo straordinario Parco Nazionale di Yellowstone, il più antico del mondo (1872) parte però da Minneapolis, città americana che rappresenta la perfetta combinazione fra le bellezze naturali del territorio e la mondanità urbana, quest’ultima garantita dal retaggio musicale di questa metropoli, particolarmente conosciuta per aver dato i natali a Prince.

Prince sta a Minneapolis come Bruce Springsteen sta al New Jersey: è proprio Minneapolis con il suo territorio, il suo ambiente, la sua cultura e la sua  storia, che ha dato vita al genio musicale di Purple Rain, ritenuto giustamente  simbolo iconico di Minneapaolis, o il suo “folletto” come veniva chiamato.

La città offre la possibilità di seguire un percorso di visite a tema Prince che ripercorre i luoghi salienti della sua vita e della sua carriera musicale, a partire dalla sua casa natale, per passare alle sue scuole, ai primi Studios musicali dove registrava, ai luoghi dove è stato girato il suo film Purple Rain,  sino all’apoteosi di  Paisley Park, la sua ultima casa e i suoi faraonoici studi di registrazione, un vero e proprio museo-santuario che narra la sua vita e il suo genio musicale, il luogo che meglio trasmette il suo messaggio di legacy creativa e libera, nonché il luogo dove sono conservate le sue ceneri.

Ma Minneapolis è anche la città americana con il maggior numero di laghi: sono ben 200, collegati fra loro da un sistema di 200 miglia di sentieri e percorsi da fare a piedi o in bicicletta, immersi nella natura.


Lasciando Minneapolis per il South Dakota, si giungerà a Sioux Falls, una deliziosa cittadina situata sulle rive del fiume Big Sioux, dove la presenza indiano-nativa è ben visibile e dove le famose cascate che attraversano il centro, appunto le Sioux Falls, sono cosi belle da aver dato il nome alla città.

Il terzo giorno sarà molto emozionante perché è dedicato a due monumenti scultorei iconici e universalmente conosciuti, che rappresentano la storia americana da due punti di vista diversi: quello dell’uomo bianco e quello della popolazione nativa americana.

Incominceremo con la visita di Monte Rushmore, complesso scultoreo che si trova sul massiccio montuoso delle Black Hills, formato da enormi blocchi granitici. La montagna deve il suo nome a Charles E. Rushmore, un avvocato di New York che nel 1885 stava conducendo uno studio sull’estrazione mineraria nelle Black Hills e decise di sovvenzionare la scultura con 5000 dollari, la cifra più alta stanziata allora da un privato per un’opera pubblica. Su una grande parete di roccia, lo scultore Gutzon Borglum, coadiuvato dal mastro carpentiere italiano Luigi del Bianco, scolpì i volti di quattro famosi presidenti americani: (da sinistra a destra) George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln, scelti rispettivamente come simboli della nascita, della crescita, della conservazione e dello sviluppo degli Stati Uniti. La scultura fu iniziata nel 1927 e proseguì, con l’impiego di 400 operai, sino alla morte dello scultore, avvenuta nel 1941. L’opera è alta circa 18 metri ed è un’importante meta turistica, anche per le bellezze naturalistiche delle Black Hills, e costituisce il simbolo dei primi 150 anni della storia americana.

A seguire, poco distante, è doverosa la visita al complesso scultoreo del Crazy Horse Memorial, risposta indiano-nativa alla “usurpazione” del Monte Rushmore, scultura eretta nel territorio e nelle montagne sacre agli indiani. (le Black Hills).

Lo scultore Ziolkowski per ben 10 anni perseguì con determinazione l’approvazione dei capi indiani al progetto, fino a quando non la ottenne e potè cominciare, sulla base di sole donazioni private, quello che sarebbe stato il progetto (e l’ossessione) della sua vita: creare la scultura più grande del mondo per onorare il grande Chief indiano Cavallo Pazzo. (Crazy Horse).

I lavori incominciarono nel 1946 e sono tuttora in corso, nonostante la morte di Ziolkowski nel 1982. L’impresa continua, grazie ai suoi figli e ai molti sostenitori e sponsor nel mondo, e quando sarà ultimata, la scultura sarà larga 195 metri e alta 172 metri, trasformando Monte Rushmore in una .. piccola cosa.. almeno a livello di dimensioni.

Oggi, alla base del Crazy Horse Memorial, sorge un interessante museo della cultura nativa, che raccoglie cimeli e reperti della vita e delle tradizioni di molte diverse tribù, ed è imminente anche l’apertura di un College con campus. Il tutto in nome di Crazy Horse, l’Uomo delle Grandi Visioni”, come veniva chiamato, e che alla sua morte portò gli anziani nativi a dichiarare “Due razze hanno perso oggi un grande uomo”.

Il pernottamento è previsto a Rapid City, seconda città più popolosa del South Dakota, circondata dal versante orientale della catena montuosa delle Black Hills. Una passeggiata nel centro città è da fare, per gustare l’atmosfera nativa ed autentica di luoghi come questo, e per non perdere l’opportunità unica di entrare nel grande negozio di articoli di cultura nativa Prairie Edge Trading Company, un emporio che sembra una museo. Da non mancare !

Il 4° giorno attraverseremo la località di Sturgis, famosa per essere da molti anni sede del raduno motociclistico più grande del mondo.

E’ il luogo ideale per acquistare memorabilia legata alle moto americane, le Harley Davidson, le Indian, le Buell..

Arrivo nella tarda mattinata a Cody, in Wyoming, la città di Buffalo Bill, pseudonimo di William Frederick Cody, attore, cacciatore, soldato pluridecorato ed  esploratore americano, a lungo impegnato anche nelle trattative di mediazione fra i bianchi e i nativi.

Il Buffalo Bill Historical Center è un gruppo museale di 5 musei raggruppati presso un unico centro, che racconta la storia del West americano, da un punto di vista non solo storico ma anche e soprattutto sociale.


In serata è doverosa una tappa per la cena ( o anche per una birra) da Irma, un hotel  riconosciuto come landmark storico di Cody, costruito e voluto da Buffalo Bill stesso nel 1902, quando creò la cittadina di Cody, e dedicato a sua figlia Irma.  Gli arredi sono in stile western, e il menù a buffet a base di costine di maiale è davvero speciale. Il bancone del bar in ciliegio è originale, ed è un regalo che la regina Vittoria fece e Buffalo Bill quando  fece delle rappresentazioni teatrali in suo onore in Inghilterra.

Il 5° e il 6° giorno saranno interamente dedicati alla visita del Parco Nazionale di Yellowstone, poco distante da Cody. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco dal 1978, è il nucleo centrale di uno dei più grandi ecosistemi intatti della zona temperata rimasto sulla Terra. L’area è attraversata da diversi corsi d’acqua, il più lungo dei quali è il fiume Yellowstone, da cui il parco prende il nome, che lo attraversa totalmente da sud a nord per poi gettarsi nel lago omonimo e successivamente in un profondo canyon, creando due magnifiche cascate.

Il parco nazionale di Yellowstone è celebre per i numerosi geyser, le sorgenti calde (200° C) e altre interessanti zone geotermiche. I geyser sono circa 400 e qui raggiungono la più alta densità al mondo, i più grandi emettono getti di vapore a intervalli regolari che arrivano fino a 50 metri. Nel parco vivono oltre 60 specie di mammiferi, tra cui il lupo grigio, il baribal, il bisonte americano, l’orso bruno, l’alce, il cervo mulo, il bighorn, il wapiti, la capra delle nevi, il puma, la lontra di fiume nordamericana, l’antilocapra, la celebre aquila di mare dalla testa bianca simbolo degli Stati Uniti d’America e altre specie minacciate come la lince e il famoso orso grizzly, ormai diventato il simbolo di Yellowstone.

Entrance Sign of Yellowstone National Park, Montana, USA

Terminata l’esplorazione del parco nazionale di Yellowstone, partiremo per Whitefish facendo il nostro ingresso nel Montana, lo stato dei cieli aperti e limpidi che sovrastano territori selvaggi e sconfinati, dove convivono natura, patriottismo, cultura nativa ma anche cultura new age, uno stile vecchio West rivisitato che prevede anche boutique alla moda e raffinati hotels soprattutto nelle città. Scenografia di molti film di successo, forse quello che lo rappresenta meglio è il famoso “In mezzo scorre il fiume “ di Robert Redford, ma anche Piccolo Grande Uomo, gli Intoccabili e la recente serie con Kevin Costner “Yellowstone”.

Whitefish è situata nel  cuore delle Rocky Mountains e viene considerata la porta di accesso al Glacier National Park, al quale sarà dedicato l’intero 8° giorno. Situato al confine con le provincie canadesi dell’Alberta e della Columbia Britannica, il parco comprende due catene montuose e oltre 130 laghi, immersi in un ecosistema che si estende per oltre 4000 kmq, che è stato definito “la summa dell’ecosistema continentale”.

Deve il suo nome (Glacier) ai 137 ghiacciai che erano presenti al suo interno al momento della sua istituzione; ora purtroppo in seguito al ritiro dei ghiacciai per il riscaldamento climatico, ne restano solo una cinquantina, ma il colpo d’occhio è comunque eccezionale.

All’interno del parco le attività praticabili sono numerose: è possibile fare una breve passeggiata per ammirare la natura, impegnarsi in scalate e free climbing, fare rafting nei fiumi, fare un crociera in barca in uno dei laghi immacolati, pescare in ruscelli di montagna oppure avvistare orsi neri e grizzly, capre di montagna, alci, cervi e pecore Bighorn.

Proseguimento in direzione di Great Falls, collocata tra la confluenza tra il Missouri e il Sun Rivers, tipica cittadina del Montana dove si potrà visitare il Lewis & Clark National Historic Trail Interpretative Center, il centro museale ed interattivo dedicato al percorso esplorativo di Lewis and Clark, che tra il 1804 e il 1806, a piedi, in canoa e con mezzi di fortuna, portarono a termine per la prima volta nella storia l’impresa  leggendaria della  traversata via terra da Pittsburgh fino alla costa pacifica degli Stati Uniti d’America.

Fu proprio a Great Falls che i due grandi esploratori dovettero affrontare uno dei passaggi piu insidiosi quando, il 13 giugno 1805, si trovarono al cospetto delle Grandi Cascate (Great Falls) del Montana, un raggruppamento di ben cinque diverse cascate con un precipizio  di oltre 187 metri.

Il 10° giorno, prima di giungere a Billings, è doverosa una sosta  presso il  Little Big Horn Battlefield National Monument, con il quale si commemora il luogo esatto dove si svolse la famosa e cruenta battaglia tra Stati Uniti, Sioux e Cheyenne, nel 1876. Visita indimenticabile assolutamente da non perdere, ricostruisce i vari passaggi di una battaglia cruciale nel corso della quale le tribù Sioux si erano unite per difendere il loro territorio sacro e di caccia  delle Black Hills dall’invasione bianca.

Tra i pochi soldati sopravvissuti allo scontro vi sarebbero stati ben sei italiani, tra cui l’unico scampato della colonna di Custer, John Martin (vero nome Giovanni Martini) un giovane emigrato, ex tamburino garibaldino nella campagna in Trentino del 1866 , che faceva il trombettiere per Custer.


Il Theodore National Park e Medora saranno le soste previste l’11° giorno prima di giungere in serata a Bismarck.

Medora è conosciuta soprattutto per il Painted Canyon, situato poco distante dalla cittadina, e all’interno del Parco del North Dakota.

Strade panoramiche, catene montuose dalle forme bizzarre e tanti animali allo stato brado, ecco cosa vi aspetta visitando il Theodore Roosevelt National Park. Ci sono vari percorsi scenici e panoramici all’interno dell’area protetta, che esplorano la parte sud e la parte nord del parco; il Painted canyon è apprezzabile al suo meglio arrivando nell’omonimo Visitors Center (Painted Canyon Visitors Center), dal quale potrete ammirare la natura e gli animali senza dover fare lunghi percorsi a piedi.


Da Bismarck raggiungeremo Fargo, la più grande città del North Dakota, che conserva uno spirito da piccolo borgo, reso famoso dall’omonimo film dei fratelli Cohen del 1996, seguito poi anche da una serie televisiva. Considerata da molti “la città più cool” del Nord America, immersa in un territorio di fattorie pittoresche, Fargo deve il suo nome a William Fargo, direttore della Ferrovia e cofondatore della  Wells Fargo Express Company. Dalle sue origini pionieristiche di fine ‘800 con saloon e bordelli e solo 600 anime, la sua crescita ad oggi è stata esponenziale, diventando un centro regionale importante per l’educazione, il commercio e la medicina. Ma è  lo spirito di Fargo ad ammaliare il viaggiatore. Tantissime sono le gallerie d’arte ed i musei, a partire dal Plains Art Museum, il più grande del Nord Dakota, ma anche la Rourke Art Gallery, con opere di Mirò e Picasso.

Ma ciò che più colpisce è la vivacità del centro cittadino, i negozi di antiquariato, i ristoranti autentici che si pongono come alternativa alle grandi catene americane di ristorazione… e tutto il retaggio scandinavo.. si perché Fargo conta una forte presenza scandinava legata ai flussi di immigrazione, che hanno lasciato un segno nella tradizioni, anche gastronomiche.

Il 12° giorno rientreremo verso Minneapolis da dove, il 13° giorno, è previsto il rientro in Italia.

Porteremo nel nostro cuore la natura potente del Grande West Americano, unita alle vicende native e alle epopee dei grandi esploratori.

Il viaggio ci avrà mostrato il Parco Nazionale di Yellowstone ma anche un’America nuova, dove ogni storia ha sempre almeno due versioni, e dove ogni tradizione è sempre il risultato di una mescolanza culturale.

Scopri il programma di viaggio dettagliato del tour “Yellowstone e le Montagne Rocciose” >> Clicca qui

 

 

 

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